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Chi 'succhia' le nostre energie?

ovvero i grandi sabotatori

Chi succhia le nostre energie? Lo stress, potreste rispondermi, e se vi chiedessi di entrare più nello specifico potreste dirmi che lo stress deriva dal lavoro, dai figli, dall'incertezza delle cose, dallo studio, da un certo stato di salute, dalla relazione con la suocera, oppure una relazione zoppicante con il/la partner, ecc ... , o peggio ancora da tutta una serie di questi fattori insieme

Scritto da: gabrin
Pubblicato il: 8 novembre 2014

Ve lo dico subito, questo è un articolo lungo, solo per chi vuole andare un po' oltre l'apparenza, e distinguersi da una massa di capre pigre. 


Lo so, rischio di passare per presuntuoso con una introduzione del genere, ma sono veramente soddisfatto di questo articolo, c'ho messo il cuore, tempo e passione, e desidero che riceva l'attenzione necessaria, così che possa stimolare i vostri commenti; per tale motivo o vi prendete il giusto tempo, oppure è meglio che cambiate blog, che tornate alla brevità alla quale ci hanno abituato i grandi bloggers, e auguri, auguri per l'allenamento mentale che state facendo, auguri a tutti voi che preferite usare l'automobile, perché non avete più le gambe per andare a piedi o in bicicletta, auguri. 


E abbraccio invece tutti coloro che scelgono invece di dedicarmi e dedicarsi del tempo, perché alla fine potremo scambiarci le reciproche riflessioni e crescere insieme.

Chi succhia le nostre energie? Lo stress, potreste rispondermi, e se vi chiedessi di entrare più nello specifico potreste dirmi che lo stress deriva dal lavoro, dai figli, dall'incertezza delle cose, dallo studio, da un certo stato di salute, dalla relazione con la suocera, oppure una relazione zoppicante con il/la partner, ecc ... , o peggio ancora da tutta una serie di questi fattori insieme, mixati in maniera così micidiale da creare un cocktail perverso, dove è ormai impossibile separare l'uno dall'altro ingrediente per capire quanto ce n'è di ognuno, e dunque quanto ognuno influenza e che cosa.


In una prima valutazione molto superficiale, queste cose potrebbero dirci qualcosa di apparentemente utile, ma non è così, perché? Perché non ci dicono nulla che ci possa aiutare a migliorare la situazione, ovvero a trovare le risorse per fare qualcosa di meglio. Se avessimo più energia a monte, potremmo affrontare in maniera più lucida e flessibile tutte queste situazioni, quindi ci sono delle cause antecedenti da esplorare.


Potremmo quindi indagare le cause 'interne' fonte di questi problemi, ovvero la nostra psicologia, le risorse cognitive, ma è un settore così complesso e misterioso, che non possiedo al momento il coraggio e la titolarità per entrarci.


Desidero quindi indagare alcune cause 'ambientali', culturali, fattori esterni più facilmente riconoscibili e 'palpabili' rispetto alle cause interne. Sono certo che non sarò esaustivo, nel senso che ce ne sono altre in più oltre a quelle di cui parlerò, vuol dire che uscirà una versione .02 dell'articolo non appena ne troverò di nuove. Al momento mi vengono in mente queste, e credo che il prenderne coscienza possa aiutarci a capire quale rapporto abbiamo avuto con esse, e quale rapporto desideriamo continuare ad avere. Questo articolo si pone l'intenzione di suggerire un'esplorazione di alcuni aspetti, proponendo una riflessione personale che stimoli verso la conoscenza delle 'forze' che hanno plasmato il nostro modo di pensare, e di quali risultati hanno ottenuto.


Mi rivolgerò ad un 'noi' generalizzato, consapevole che molte persone hanno per fortuna riconosciuto questi vampiri energetici, e fanno in modo di tenerli alla larga. Purtroppo la maggioranza della popolazione non ha ancora imparato a riconoscere questi vampiri, nascosti sotto le mentite spoglie di prodotti per migliorare la vita, abitudini, proposte culturali, soluzioni a vecchi problemi adottate ancora oggi per quelli nuovi, ecc ... . Mi auguro di poter contribuire alla loro scoperta, così che le persone possano disporre nel futuro di grandi quantità di energia da meglio indirizzare verso il miglioramento concreto della loro qualità della vita.


1.      La SUPERFICIALITA': oggi come ieri le persone che agiscono sotto la spinta di grandi ideali sono sempre poche rispetto all'intera popolazione, e ci sono ovvi motivi, questa non è una novità; mi viene lo stesso da chiedermi: << che cavolo stanno facendo le scuole? Le istituzioni in genere? In che modo stanno lavorando per la cittadinanza attiva? Cosa fanno in tutti quei progetti come la "carta della terra", la "carta dei valori", ecc ...? >>, e loro potrebbero rispondermi, sicuramente non a torto, che le loro energie possono poco, contro la direzione verso la quale 'tira' la società in genere, certi genitori, certi stimoli, ecc ... . In effetti mi rendo conto di un fattore, quando presto attenzione alla pubblicità di certi prodotti, alle parole e alle azioni di una larga parte della politica, ai programmi tv e radio, noto che oggi, ancora più di ieri, si crea valore sul 'niente', si spingono in pompa magna personaggi che vengono dal nulla e andranno verso il nulla nel dimenticatoio, senza lasciare segni significativi del loro passaggio (vedi il caso di tutta una serie di persone considerate vip, ospitate in certi programmi). Anzi si fa ancora di peggio, perché i vips passano come comete lasciando una scia momentanea, mentre certi messaggi che vengono veicolati diventano invece patrimonio cognitivo delle persone, e uno dei 'grandi rischiosi' messaggi che oggi si vende tramite l'evoluzione della tecnologia è: << velocità! Velocità! Velocità!>>, Questo genere di messaggi sta penetrando sempre più nella 'carne' delle persone, divenendo parte integrante di un modo di pensare e comportarsi, un costume. Oggi infatti facciamo molte più cose rispetto alle persone di 50 anni fa, seguiamo contemporaneamente il pensiero di molte persone grazie a twitter, linkedin, blog vari; riusciamo, soldi permettendo, a permetterci molti più hobbies contemporaneamente; abbiamo accesso a molteplici opportunità; possiamo avere con molta più facilità relazioni con più partners contemporaneamente, e magari anche dislocati in parti diverse dell'Italia e/o Europa, tanto i nuovi mezzi si muovono a velocità tali da potercelo permettere, e molti lavori oggi necessitano di muoversi in continuazione, internet, skype, le webcam, ci permettono di conquistarli e mantenerli 'caldi' fino al nostro arrivo. Siamo dunque stati abituati ad altissime velocità, ed alla contemporaneità delle cose, e questo rende difficoltoso un accurato approccio critico alle cose, con la conseguenza di essere diventati più superficiali nei ragionamenti, nelle relazioni, nel chiedere alla vita qualcosa di meglio, perché per tutto questo ci vorrebbe tempo, possibilità di approfondimento, ecc ... , ci stanchiamo molto prima delle cose (uff ... ancora quel locale? Anche oggi pastasciutta? Ancora qui in questo paese? Che noia questo sfondo per il mio pc, ....) e così arriviamo al punto seguente.


2.      la MEDIOCRITA': la qualità necessita di devozione, dedizione totale, costanza e disciplina, nobili virtù che il contesto socio-economico attuale non intende, o non riesce, ad allevare nelle persone. E ce lo conferma il punto 1, perché se alleni le persone alla velocità, contemporaneità, se le stimoli ad assaggiare mille cose, non avranno mai tempo ed energie per dedicarsi ad una cosa fino in fondo, così sarà più difficile raggiungere un alto livello qualitativo. E qui possono succedere due cose, ovvero alcuni si sentono sempre mediocri, e così cercheranno costantemente sul mercato maestri e maestrine dalle cui labbra pendere; altri invece si sentiranno al top (mentre invece sono a livelli mediocri) e inizieranno a pensare, agire, consumare come soggetti al top, con grande gioia di chiunque li serve vendendogli qualcosa! Oggi, nell'arte figurativa e musicale, nello sport, nel mondo intellettuale, la mediocrità spopola (ma già se ne lamentava il Leopardi nell'800, quasi quasi mi rassicura notare che nulla è cambiato)


3.      la DISTRAZIONE: ovvero mettere a disposizione delle persone in maniera 'semplice' e 'gratuita' una grande quantità di accessi a diverse informazioni; fare in modo che la gente abbia l'impressione di concentrarsi su qualcosa, mentre invece la si sta distraendo da qualcos'altro di più costruttivo per sè (azz ... me ne rendo conto in questo momento mentre scrivo, mi sembra di sentire Noam Chomsky ... non intendevo copiarlo o assumere questi toni). La concentrazione porta ad approfondire le cose, aumenta le possibilità di comprensione, consapevolezza, quindi è un'altra virtù rara che è meglio la massa non impari a mettere a frutto, o no? Mentre la nostra attenzione viene 'spalmata' su più cose, senza approfondirne nessuna in particolare, ecco che il tempo passa infruttuoso senza che la persona sviluppi le sue capacità. Grazie ai motori di ricerca, acceleratori di pigrizia nonostante siano uno strumento fantastico, la gente sta imparando a connettersi e disconnettersi in tempi sempre più brevi da un argomento. L'attenzione delle persone (ricordo che sono consapevole che sto generalizzando) diventa sempre più intermittente, dunque superficiale, e questo facilita la confusione, che è qualcosa di diverso dal dubbio; il dubbio è anche bello, se non ti fai prendere dal panico, solitamente si palesa quando qualche opzione tra cui scegliere ce l'hai, mentre la confusione segnala invece che stiamo vagando nella nebbia, e per molti è deleteria, fa suonare subito i campanelli dell'allarme per uscirne, che spesso si traducono in ulteriori distrazioni, ad un livello immediato più gratificanti, ma per niente risolutive (come ad es. la sigaretta fumata per scacciare il nervoso, utile, al momento, a livello fisiologico, ma per niente risolutiva del problema che ha scatenato il nervoso).


4.      la "REALTA' " AUMENTATA: le tecnologie che hanno dato corpo alla cosiddetta 'realtà virtuale', hanno solo fornito degli strumenti materiali per dare voce ad un fenomeno 'naturale' per gli esseri umani, ovvero il fatto che ognuno di noi vive secondo le possibilità fornitegli da una personale visione della realtà prodotta all'interno della mente (principio della varietà necessaria o indispensabile), per cui la realtà, per ogni essere umano, è sempre virtuale, perché le cose per noi sono 'ciò che sembra a noi' piuttosto che 'ciò che sono'. Viviamo delle nostre proiezioni mentali (costruzioni virtuali, modelli della realtà, rappresentazioni mentali), credendo di essere connessi con la realtà (il presente), così facendo le nostre mappe mentali, diventano il territorio, vengono con_fuse con esso, con tutto ciò che ne consegue. la tecnologia, che potrebbe risultare molto utile, anzi sono convinto che lo sia, rischia però di diventare pericolosa, perché ultimamente si è sviluppata al punto tale da spingere ancora di più il fenomeno della virtualità, rendendo le interazioni tra noi e i nostri pensieri (ad esempio il caso della creatività: oggi puoi crearti un cd musicale in casa fatto anche molto bene), oppure tra noi e gli altri (esempio Skype: la persona la vedi, la senti, puoi condividere istantaneamente file scritti o pagine web) talmente 'vive' da aver aumentato il senso di 'realtà' dell'interazione; vi sono poi applicazioni che vanno oltre le semplici che ho indicato, permettendo anche di 'fare l'amore a distanza' con una persona, oppure ancora pensate al livello di dettaglio di alcuni videogames di ultima generazione; un uso massiccio e poco cosciente di questa tecnologia, invece che migliorare la qualità della nostra vita, ci allontana sempre di più dalla realtà, e lo fa facendoci divertire, eccitare, sognare, dandoci l'impressione di fornire un servizio utile alle nostre vite. L'interazione fra esseri umani si gioca sempre più sul web, e non sto dicendo che le persone si incontrano più lì che dal vivo (alcuni sì, ma sono solo alcuni casi disperati), ma semplicemente che grazie agli smartphone possiamo scambiare messaggi ad ogni ora del giorno con chiunque, e con decine di persone contemporaneamente! Ho visto persone postare le loro foto, commenti e selfie direttamente dalla piscina termale, durante il concerto, una cena con amici, dal lavoro, ecc ... . ora, per quanto il web sia social (lo dico con tono da presa per il sedere), è sempre un contesto virtuale dove viene a mancare la parte preponderante della comunicazione, ovvero il contatto umano in carne e ossa, che è l'unico che ti permette di cogliere più messaggi simultaneamente che indicano se la persona è congruente o no. Nel web una persona potrebbe mandarti un messaggio d'amore mentre è seduta sul cesso, o mentre sta per entrare in camera con l'amante! E così ci troviamo a re_agire ai messaggi delle persone arrabbiandoci, sciogliendoci, eccitandoci, divertendoci, dimenticando che mancano ancora tanti pezzi a questo puzzle relazionale, ma questi vuoti vengono colmati per inferenza dalla nostra mente, la quale necessita sempre di avere un'idea 'completa', quindi laddove mancano delle informazioni, le aggiunge lei a seconda del contesto (e sono convinto che pochi di noi visualizzerebbero la persona che ci scrive il messaggio d'amore mentre è seduta sul cesso!), e questo lavoro di appropriazione 'personale' del significato dell'interazione, fa sì che lo scambio con una certa persona sembri completo e ... perfetto. Ed è così che i corteggiamenti via web diventano 'completi', 'perfetti', senza sbavature, molto meglio magari della relazione 'in carne ed ossa' che abbiamo con il nostro partner, all'interno della quale avvertiamo tutte le imperfezioni del caso ... eccola qui la realtà aumentata creata dalla tecnologia!!! La avvertite?! In poche parole, siamo sempre più lontani dal pianeta terra (inteso scherzosamente come realtà nuda e cruda delle cose).


5.      EGOISMO, NARCISISMO, EDONISMO: ma quanto è aumentato l'esibizionismo oggi? (direi che come conseguenza del vivere sempre più in una realtà aumentata ... ci sta, o no?). Selfie, fotine ammiccanti con la linguetta fuori o gli occhi incrociati, rapporti sessuali ripresi e condivisi sui vari siti, ecc ..., fino ad un certo punto è anche sano, ma poi alcuni esagerano un po' e diventano compulsivi, ovvero diventa proprio un loro costume fare certe cose . Tutti e tre i termini sopra elencati hanno una radice comune, un "io", l'ennesimo prodotto virtuale della nostra mente che, a differenza del nostro naso, che è immediatamente individuabile e misurabile (soprattutto il mio), non trova collocazione fisica da nessuna parte, ma quanto peso possiede nella vita di ognuno di noi! Molte persone, anche quando aiutano qualcuno lo fanno in realtà per sé, per indicizzare il loro io agli occhi di sé stessi, o peggio ancora di una certa comunità; in poche parole la maggior parte delle persone pensa sempre in primis a sé, e il risultato di questo processo lo si vede nella facilità con cui oggi sono diventate latitanti le capacità di negoziazione e mediazione fra le persone. Oggi si divorzia con maggiore facilità, si litiga più spesso, e la maggior parte di noi possiede più contatti in facebook che nella vita 'reale' quotidiana; perché tutto ciò? Perché facebook è una vetrina dell'ego (sì lo so, la colpa non è dello strumento ma di chi lo usa ... infatti sto proprio parlando di come le persone lo usano!), perché in facebook fin che mi elogi per i miei post sei dei miei, appena mi critichi troppo per i miei gusti e/o pazienza ... posso cancellarti senza remore! È facile 'cancellare' con un click il contatto con una persona che non hai mai visto in carne ed ossa, vero? Mentre le persone 'dal vivo' nel bene o nel male ti 'entrano', e quando hanno un volto 'vero' non è possibile cancellarle dalla tua mente. Facebook ti permette di fare finta di metterti in gioco, ti tirare il sasso e ... mandare affanculo chi ti critica per averlo tirato! Tiè! Ti punisco cancellandoti! Ma spero che possa arrivare il giorno in cui ci renderemo conto che facebook, usato così, è un balletto auto-referenziale del nostro ego, è come ballare davanti allo specchio immaginando di essere alla scala con un pubblico davanti, è una grande illusione, è nuovamente distanza dalla realtà.


6.      la PERDITA DELLE COORDINATE SPAZIO-TEMPORALI: e cosa succede in fondo? Quando si scambiano le nostre idee per realtà, quando si vive velocemente e con l'attenzione intermittente, distratti da mille stimoli, quando la superficialità è rivestita di cultura (come i vecchi orologi di metallo, placcati oro), e con un ego che si è auto-convinto che questa brodaglia virtuale è vita vera, che la gente che sta apprezzando la tua mediocrità è sincera, perché te lo scrive nei commenti, ti mette i "mi piace", e quando deve venderti qualcosa ti aspetta a braccia aperte (ci mancherebbe altro no? Che venditori sarebbero?). Cosa succede quando le cose vanno così? Succede che siamo persi, non sappiamo più da che parte siamo girati, e ci sono molti modi per essere persi, tra cui i due estremi sono il sentirsi male, confusi, stagnanti, oppure il sentirsi al top, senza problemi, tutto ok. Il problema del non sapere dove ti trovi, è che non puoi scegliere nemmeno una delle eventuali strade che ti si presentano, perché non puoi sapere dove ti porteranno, e non puoi nemmeno chiedere a qualcuno di aiutarti, perché non hai nemmeno idea di cosa chiedergli! Ok, puoi chiedergli prima di tutto di tirarti fuori da quella confusione, questo è un buon primo passo, ma prima devi accettare di essere confuso. Molte persone oggi sono perse, ma, grazie al marketing (inteso in senso ampio come prodotti e/o servizi che vengono oggi venduti), si sentono felici, e fino a quando riescono a comprarsi della droga, quel paio di scarpe, la ricarica del cellulare, ecc ... , 'tutto va bene', ma la loro è felicità virtuale, perché nata e alimentata all'interno di una realtà virtuale, o peggio, 'aumentata'. Quando siamo pienamente coscienti di dove siamo, e connessi con il presente, la realtà, il qui ed ora, ecco che la felicità diventa più concreta, quindi più 'reale'.


Ci sono ore di osservazioni, letture, ascolto, studio in queste considerazioni; lo so, non ho scoperto nulla di nuovo, sono cose probabilmente già lette e sentite; lo so che non ho scritto un nuovo trattato di psico-sociologia, ma mi piace quello che ho scritto e spero che vogliate condividere con me i vostri pensieri in merito.


Grazie di cuore del tempo che mi avete dedicato